#TeLeRacconto: quando una piazza è da cambiare

Alberi si, alberi no. Più luce, meno luce. Aperta o chiusa. È bello (anche se impegnativo) ascoltare tutte (o quasi) le vostre riflessioni sul centro storico di Figline.
E come in tutte le cose c’è bisogno di qualcuno che fa il primo passo: c’è chi lo fa timido e chi invece lo fa più deciso perché magari, dopo parecchi anni di discussioni, c’è anche bisogno di prendersi le proprie responsabilità, di avere il coraggio di parlare su qualcosa di concreto. Perché non vorremmo che passassero altri 5 anni senza prendere una decisione, 5 anni in cui magari diventeremo tutti esperti di botanica (meglio il pero chanticleer, l’acero giapponese o la palma delle Hawaii?) mentre intanto i negozi chiudono e il centro si svuota di auto e di persone, si svuota di idee. Noi questa occasione non la vogliamo perdere e andremo avanti discutendone con voi, con la passione di chi vuol provare a cambiare, di chi vuol davvero migliorare una piazza che ha bisogno di essere riorganizzata. E credo che questa non sia presunzione o arroganza (ho perso il conto degli incontri formali/informali con cittadini e commercianti) ma è voglia di fare qualcosa di buono, rapido e concreto per la comunità in cui si vive, per i tanti messaggi che ci invitano a a valorizzare la piazza. Noi siamo sempre pronti a confrontarci con tutti e a discutere del progetto nel merito, anche togliendo i peri (ricordiamoci che sono un elemento decorativo del progetto e non la sostanza!) purché si vada avanti, senza indugi e a passo svelto.
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